Testa storta



Stella



Chenini


Chissà cosa vedi dal treno
che alla curva si strappa il tempo
più lungo di tutti i pensieri
E che corse
i tuoi occhi affamati
sullo specchio dei libri

Il passo incerto per la Porta Nuova
nato di nuovo, rinato già grande
Le case e il colore del sole
la seconda sorpresa
la prima quegli aghi di ghiaccio
a cucire la nuova stagione

Forse sarà l'odore, forse saranno le parole
pietre senza verità
portate a riva dal temporale
o forse perché
lontano dal mare non ci so stare

Chissà cosa vedi lontano
sullo scoglio seduto in cortile
le ginocchia sbucciate per sempre
E che festa
il sorriso mai visto
che illumina il mondo

La testa storta la sete che brucia
le spalle confuse in terra più grande
la mano che sembra ballare
tra vigne e lavanda
nel bosco che dal finestrino
a guardarlo è tutt'uno col mare

Forse sarà l'odore, forse saranno le parole
suoni senza verità alla deriva su qualche viale
o forse perché preferisco il rumore del mare
Pietre senza verità portate a riva dal temporale
o forse perché preferisco il rumore del mare

Senza meta
stelle filanti
il cappello volava
dalle mani alla sedia
Sulla giacca un po'
di freddo e d'incenso
così vicino
ora tutto fuggiva

Se, se è stella il mio giorno
Se, se è stella il mio cielo

Senza fiato ormai
la mano si apriva
così sorpresa
si chiudeva la gola
Sulla mia bocca bruciava
la tua bugia
che fosse la terra a tremare
una cometa passare

Se, se è stella il mio giorno
Se, se è stella il mio cielo

Un gesto antico
sulle torri dei tetti
dove nulla si ferma
il giorno si specchia
tra le schegge dell'acqua
Sulle luci in cortile
sui regali d'addio
le voci confuse
alle tue scuse
la radio scoppiava
e mi lasciavi cadere
così forte

Se, se è stella il mio giorno
Se, se è stella il mio cielo

C'era acqua nel vento e nell'acqua un odore
di salita al ritmo del giorno
circondati da milioni di anni
a bagnarci la faccia
dagli occhi di lava
e il cielo vuoto aspettava
il momento migliore per parlare

Asmhaiz vola lontano
dalle rive del cielo portami un regalo

Dal cuore del monte un occhio spiava
nel silenzio scandito dal ritmo
nascosto di pioggia invocata
col timore nel fiato
che il sogno si compia
solo qualche preghiera
e sabbia e sudore a ringraziare

Asmhaiz vola lontano
dalle rive del cielo portami un regalo
Asmhaiz cuore gentile
dalle rive del cielo portami un aprile

Dal gregge del tempo
una nube scacciata
perché troppo arida
aprì la sua mano
illuminò una stagione
di rara bellezza
e il viso dal buio sorrise di miele
e la mano felice a salutare

Asmhaiz vola lontano
dalle rive del cielo portami un regalo
Asmhaiz cuore gentile
dalle rive del cielo portami un aprile
Asmhaiz vola lontano
dalle rive del cielo portami un regalo
Asmhaiz

 

 


Ballo lento

 



Samira piccola

 



La fiaba di Nushe


Una nuvola di fumo
che ci scopre lentamente
corpi stretti nell'abbraccio
in un ballo senza tempo
La camicia stropicciata
sulle braccia abbandonate
il tremore della terra
E mi stringo nella testa
per non fare uscire il grido
tutto è solo e abbandonato

Sarà così, si farà da sé
parlerà per me
Sarà così

Dimmi il nome e la ragione
perché un cuore sconosciuto
lascia più vergogna e più ferite
Vorrei bastasse dirti - Guarda
porgendoti uno specchio
e il tremore delle mani
E' solo un ballo lento
nell'urgenza della voce
fra i battiti del tempo
fra i respiri del silenzio
nelle pieghe delle case
sulle pagine del mondo
la canzone
si scriverà
da sé
parlerà per me
Sarà così, si farà da sé
parlerà per me
Sarà così

Samira piccola comincia a contare
prima le onde e sulle onde le file
Poi passa alle stelle, ma fai attenzione
perché in questa notte senza comete
sarà per noi una di vetro
a indicarci la via e l'approdo

Chiudi gli occhi, mio piccolo pane
lasciati andare e vedrai il bosco
nell'acqua che non aspetta
ogni gemma un grano di riso
Nel mio sogno ero in cima a un ulivo
e non potevo restare e non potevo cadere

Nonna, ho paura e il bosco che vedo
non lo riconosco
e le luci laggiù mi confondono il conto
sono stanca e noi siamo buio
e la nostra stella suderà per trovarci
Nonna, tienimi stretta, nonna cantami un poco

Nel mio sogno tutto brillava
al suono di una musica che non sentivo
dondolavano i rami spargendo polvere
di sabbia e d'argento sul fondo del bosco
così finalmente potevo volare
Ora prova a dormire, mia principessa

Ma fu un'altra stella, figlia del mare
a guidarle fino al fondo del mondo
accanto ad un nome scritto su un coccio
sepolto per sempre di là dalle mura
della terra bagnata da un altro dio
Samira piccola, così l'ho trovato
Samira piccola


Dal foulard le spuntava
un ricciolo scuro
come il tempo di temporale
a far buia la strada
e ombra sul viso

E Nushe non apre la mano
continua a cantare
si fa compagnia
mentre rondini pazze di inverno
da sotto il vestito
le volano via

Salta dal carro
saltale addosso
copri la bocca adesso
poi casca il mondo
casca la terra

Il foulard cade piano
un ricciolo chiaro
come l'alba dal campo
a far luce sui monti
e livido il viso

E Nushe riapre la mano
sul labbro gonfio
la vergogna e l'orrore
di portare nel ventre un seme d'offesa
che dovrebbe
esser solo d'amore

Salta dal carro
saltale addosso
copri la bocca adesso
poi casca il mondo
casca la terra

 



Tra le dune di qui



Canzone del ritorno

 



Inverni


Una donna alla fermata
dal cappotto troppo stretto
ogni tanto un bambino le scappa di mano
così, per farlo stare buono,
sussurra qualcosa dietro la mano

Allora sì che il bambino ride tanto
tutto gli ride
le ginocchia, gli occhi, la schiena
e il marciapiede è un prato
i fili del tram arcobaleni

- Où vont ils, maman?
- En ciel, Ari, en ciel!

Il cartello indica la strada verso il centro
il suo cerchio sembra dire - Là c'è un lago -
ma tra queste dune scure
solo l'inizio di un deserto nuovo

L'uomo s'avvicina, una foto sopra gli occhi
la gente addosso, ma per lui non c'è nessuno
solo lei è viva
e lo accarezza fino alle labbra

Intanto il ragazzo del ristorante
getta bottiglie vuote
una per volta e ognuna è un tuffo
nel vuoto dei bidoni
nel buio del mattino pieno di stelle

- Où vont elles, maman?
- En ciel, Ari, en ciel!

Quando l'alba aprirà le braccia
al tuo ritorno
scavato nel sole da gocce splendenti
racchiuderai il dolore
racconterai sorprese
e le canzoni
con le ali ancora bagnate
di farfalle appena nate
voleranno
socchiuderanno al vento e al cielo
le ombre della terra
come un fiore
come un fiore
che non vedrai mai appassire

Il caffè riaprirà la porta
al tuo sorriso
rimasto com'era di polvere chiara
asciugherai parole
sussurrerai le offese
e le tue canzoni
prima schiacciate in un bicchiere
voleranno leggere
sul tuo viso
socchiuderai le labbra al cielo
e il cielo sulla terra
come un fiore
come un fiore
che non vedrai mai appassire

Pioggia questa mattina
pioggia d'un altro inverno
quando mandorli in fiore
vestivamo le strade
e un amore a scaldarmi
a svelarmi un tempo già più in là
dell'alba
più in là di lui
sottile amore
Socchiudo gli occhi é ancora notte
sulla fronte la piega del sonno
sorride alle labbra di allora

e ancora mi sorprende la tua voce

Parole rubate
al libro del tempo
scambiato il tesoro
per il passo più lento
di chi ha visto l'amore nell'ombra
nell'ombra senza luna, là
nel porto
di mille lingue
e una sola pace
In questa stagione che scrive il tuo nome
fra i rami caduti all'ultima neve
un segno che il sole non può cancellare
In questa stagione che non sente ragione
mi stringe il profumo di pietre bagnate
un mare dal cielo che mescola il sale

e ancora mi sorprende la tua voce